Nel mondo difficile di Frida Kahlo

Non aspettatevi una passeggiata di serenità.

La bella mostra dedicata a Frida Kahlo in corso al Mudec (Museo delle Culture) di Milano fino al 3 giugno 2018 è tutt’altro che facile da digerire.

Vi verrà raccontata la storia di una donna che ha sofferto, molto, per tutta la vita.
Vita che l’artista lasciò, a 47 anni, quando il suo corpo e la sua anima martoriati non ne potevano più: e la domanda, “suicidio o no?” vi rimbomberà dentro.

Ma parliamo delle opere, dei colori.
I colori sono quelli del coraggio, che Frida dovette indossare fin da bambina.
Una deformazione alla spina dorsale la torturò nell’infanzia. Un incidente tragico (un violento scontro fra un tram e l’autobus sul quale viaggiava con il fidanzato Alejandro Gómez Arias all’età di 18 anni) le rubò la giovinezza, la costrinse a letto per lunghi mesi.
Ma la accompagnò anche verso l’arte.

Frida guardava per ore il soffitto della sua camera. I genitori decisero di installare sopra il suo letto uno specchio, perché potesse vedersi. E lei cominciò a dipingere autoritratti dai colori forti. Di rabbia forse, sicuramente di coraggio.

Anche l’amore non la accarezzò a dovere.
Rialzatasi dal letto ormai pittrice, Frida si rivolse all’artista Diego Rivera per avere un giudizio sulla sua opera, per provare a fare qualche soldo da restituire ai genitori.

Lui – tutto fuor che bello, ma sottile seduttore – rivelò al mondo l’arte di Frida, fece sua la ragazza di 20 anni più giovane, la sposò. E la tradì più volte, persino con la sorella Cristina.

Nella vita Frida dovette subire 32 interventi chirurgici, e la sofferenza fisica è elemento imprescindibile della sua arte.

Emblematica l’opera “La Columna Rota” (“La Colonna Spezzata”) del 1944.

Il corpo nudo dell’artista trafitto da chiodi e squarciato al centro, mostra una antica colonna rotta in più punti al posto della spina dorsale fratturata dell’artista.

Il tutto tenuto insieme da un busto che sembra, ed è, strumento di tortura più che aiuto.

 

Dolore e lotta. Pene fisiche e di amore.
Un impasto indigesto che accompagna molte e molti di coloro che visitano la mostra anche attraverso un percorso di redenzione e accettazione delle proprie sofferenze.

Molti, ma non tutti.

Alcuni rimangono soprattutto colpiti dall’insistenza con la quale Frida, negli autoritratti, si rappresenta con i baffetti e le sopracciglia non depilate. Donna coraggiosa, Frida Kahlo.

INFORMAZIONI
Visita il sito della mostra: clicca qui!

 

 

 

 

 

 

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